Un blog per la strada
Postings permanenti
Questo è il blog dei responsabili, dei volontari e degli abitanti della Capanna di Betlemme, la casa dei senza tetto della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Qui troverete novità, iniziative e curiosità che riguardano questa casa, ma anche riflessionii e approfondimenti sul mondo della strada e dell'emarginazione.
Commentando le notizie e ci aiuterete a rendere questo spazio utile ed interessante.
Edukiamo ballando. Il secondo videoclip girato alla Capanna!
Friday, 20 January 2012
La Capanna si racconta in video
Thursday, 19 January 2012
Questo video racconta brevemente l'esperienza della Capanna di Betlemme di Rimini. Questa casa della Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione fondata da Don Oreste Benzi, condivide la propria vita con chi è costretto per vari motivi a sopravvivere in strada. Membri della Comunità stessa e volontari offrono il conforto di un sorriso, di una parola, di un pasto caldo, di un tetto, di gesti d'affetto, a chi per strada una famiglia non ha.
visita il sito della Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
www.apg23.org
oppure visita il sito di "Un pasto al giorno" e scopri come puoi contribuire
www.unpastoalgiorno.org
CE L’ABBIAMO FATTA!!LYU PUO’ RIABBRACCIARE PER L’ULTIMA VOLTA LA SUA MA YUBO!
Tuesday, 3 March 2009
Hiessel questa mattina alle tre è partito da Rimini per andare a prendere all’aeroporto di Malpensa la moglie del nostro carissimo Lyu, arrivata direttamente dalla Cina. E’, per
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Due giorni di fraternità, formazione e preghiera
Tuesday, 13 January 2009
Ogni tre mesi gli operatori e i volontari della Capanna organizzano una due giorni nella meravigliosa Valle Avellana. Nelle foto alcuni momenti di fraternità di preghiera e di formazione, curata in quell'occasione dal mitico fra Luca.


Per Natale la Capanna era chiusa
Wednesday, 31 December 2008
con un elegantissimo vestito, e un regalo per la signora: un vaso coi
fiori. Anche Dolly non sembrava più lei, agghindata com’era. Per loro,
e per tutti gli altri della Capanna di Betlemme, questo Natale
è stato finalmente un vero giorno di festa. Passato in famiglia, anzi
nelle 50 famiglie riminesi che hanno risposto all’appello della Capanna
(la struttura di accoglienza per i senza tetto fondata da don Benzi)
accogliendo nelle loro case altrettanti senzatetto e poveri. Un gesto
forte, quello chiesto qualche settimana fa dal responsabile della
Capanna di Betlemme, Kristian Gianfreda. Un segno per "riconciliare la
nostra città con i più deboli, gli emarginati". Anche, soprattutto dopo
il grave attentato ad Andrea Severi, il clochard di via Flaminia a cui
4 ragazzi hanno dato fuoco, l’11 novembre scorso.
E il segno è arrivato. Giovedì, a pranzo, la
struttura della Papa Giovanni XXIII è rimasta chiusa, grazie alle
famiglie riminesi. Ciascuna ha accolto in casa proprio uno degli oltre
40 abitanti dalla Capanna. Anche il vescovo di Rimini, mons.
Francesco Lambiasi, che ha subito benedetto l’iniziativa di Gianfreda,
ha voluto pranzare giovedì con un clochard, nelle sale della Curia. E
tanti altri riminesi hanno imitato il vescovo, scegliendo di
trascorrere un Natale completamente diverso. Aprendo le porte della
loro casa a un barbone. Come Sara e Vincenzo, giovane coppia di Misano,
che hanno accolto Dolores.
"Un amico, Giuseppe, ci aveva riferito
dell’iniziativa della Capanna. Visto che per questo Natale avevamo
deciso già di pranzare solo coi cognati — racconta Sara — ci siamo
detti: perché non ospitare anche uno dei clochard della Capanna?". Sara
e Vincenzo non sono volontari della struttura, e neanche frequentano la
Papa Giovanni XXIII, "ma non abbiamo avuto alcun problema. Anzi: siamo
rimasti a parlare insieme a Dolores, la donna che ci hanno affidato,
fino alla sera. E i nostri figli si sono messi persino a giocare con
lei. E’ stata una giornata indimenticabile. E sembra impossibile
pensare che queste persone, se non c’è la Capanna di Betlemme ad
aiutarli, non hanno nemmeno un posto dove dormire".
Paolo, riminese, ha deciso di portare
Romolo al ristorante, con il resto della famiglia: "In tutto eravamo
una quindicina, nonni, zii e nipoti, un chiasso... Per noi è stata una
benedizione, oggi per tutti è così difficile compiere un gesto
d’umanità. Così, appresa l’iniziativa sul Carlino, abbiamo subito
aderito". Romolo si è rivelato "un gran signore, che ha girato il
mondo, un uomo di cultura, gravemente malato... E ci è sembrato tutto
meno che un senzatetto. Ci ha raccontato i suoi viaggi, la sua vita".
Come Romolo sia diventato un clochard, questo non l’ha detto. "Magari
si confiderà la prossima volta che ci vedremo". Già perché molte delle
40 famiglie che hanno accolto i clochard, compresa la famiglia
Paganelli e quella di Sara e Vincenzo, ha deciso di fare il bis.
Continuando a invitare, di tanto in tanto, i barboni ospiti della
Capanna.
"E’ stata davvero un’esperienza importante —
conferma Gianfreda — Quando alla sera tutti sono rientrati nella
Capanna, abbiamo fatto una grande festa, e ognuno ha raccontato come ha
passato il Natale. I riminesi che hanno accolto i ‘nostri’ barboni
hanno dimostrato di avere un gran cuore". E che quell’attentato ad
Andrea Severi, probabilmente, è stato solo un episodio isolato.
da un articolo di Manuel Spadazzi pubblicato dal Resto del Carlino il 27.12.2008
Videoclip girato alla Capanna di Betlemme
Tuesday, 30 December 2008
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